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07-06-2017

Mangiare noci? Una buona abitudine dopo un tumore al colon

Consumare circa 60 grammi di noci a settimana potrebbe prevenire il rischio di ricadute nelle persone colpite da cancro al colon. Inoltre, potrebbe ridurre significativamente le probabilità di morire a causa di questa malattia. Lo evidenzia uno studio condotto da un team di scienziati statunitensi, diretto da Temidayo Fadelu del Dana-Farber Cancer Institute di Boston. Secondo gli esperti, i benefici derivanti dall'assunzione regolare della frutta secca potrebbero essere collegati ai livelli d'insulina nel sangue. Nel corso della ricerca, i cui risultati saranno presentati durante il congresso annuale dell'American society of clinical oncology (Asco), in programma dal 2 al 6 giugno a Chicago (Usa), gli autori hanno monitorato il regime alimentare seguito da 826 persone che erano state colpite da cancro al colon di III stadio – la fase in cui il tumore ha invaso uno o più linfonodi localizzati vicino all'intestino, ma non si è diffuso in altre parti dell'organismo. Tutti i partecipanti erano stati precedentemente sottoposti a un intervento chirurgico e a chemioterapia. Al termine dell'indagine, gli scienziati hanno scoperto che i soggetti che mangiavano circa 60 grammi di noci, mandorle o nocciole a settimana (circa il 19% del campione) correvano un rischio di ricadute inferiori del 42% e un pericolo di morire a causa del cancro più basso del 57%, rispetto ai partecipanti che non consumavano la frutta secca. I risultati, secondo gli esperti, potrebbero essere dovuti al fatto che le persone che consumano regolarmente le noci potrebbero avere livelli inferiori di zuccheri e d'insulina nel sangue, e questo potrebbe ridurre il rischio di essere colpiti da cancro al colon. Inoltre, la frutta secca contiene elevate quantità di acidi grassi salutari, fibre e flavonoidi. I vantaggi riscontrati nello studio, precisano i ricercatori, erano associati soltanto al consumo di noci, nocciole e mandorle, non a quello delle arachidi e del burro di arachidi. Queste ultime, infatti, rientrano nella famiglia dei legumi e pertanto potrebbero avere una diversa composizione metabolica rispetto all'altra frutta a guscio. “Questa differenza potrebbe essere dovuta alla diversa composizione biochimica di arachidi e noci – spiega il dottor Fadelu -. Il beneficio riscontrato potrebbe essere dovuto al fatto che il consumo di noci influenza il modo in cui il corpo rilascia l'insulina”.

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