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02-11-2016

Con l'inquinamento cuore a rischio per l'ipertensione

L’ipertensione è il più importante fattore di rischio per infarti, ictus, aneurismi, arteriopatie periferiche, insufficienza renale cronica e retinopatie. Per prevenirla è importante agire sullo stile di vita, ad esempio abbandonando cattive abitudini come fumare, ma non solo: anche ridurre l’esposizione all’inquinamento atmosferico può aiutare a proteggere la salute dalle complicanze di una pressione troppo alta. A dimostrarlo sono gli studi sul tema presenti nella letteratura scientifica, recentemente rianalizzati in una pubblicazione sulla rivista Hypertension di un gruppo di esperti coordinato da Tao Liu, epidemiologo della divisone di salute ambientale del Guangdong Provincial Institute of Public Health di Guangzhou, in Cina. I 17 studi riesaminati hanno incluso più di 108 mila pazienti ipertesi e 220 mila individui senza problemi di ipertensione. L’incidenza di quest’ultima - definita come una condizione in cui la cosiddetta massima supera i 140 mmHg oppure la minima supera i 90 mmHg - è stata confrontata con l’esposizione ad alcuni inquinanti emessi nell’aria dalla combustione del carbone, con i gas di scarico dei veicoli e sotto forma di polveri. Ne è emerso che l’ipertensione è associata sia all’esposizione a lungo termine al diossido di azoto (prodotto dell’uso dei combustibili fossili, inclusi quelli utilizzati per alimentare i motori delle automobili) e al particolato inquinante che all’esposizione a breve termine al particolato e all’anidride solforosa (derivante soprattutto dall’uso dei combustibili fossili). “Abbiamo scoperto un rischio significativo di sviluppare l’ipertensione a seguito dell’esposizione all’inquinamento atmosferico”, spiega Liu, secondo cui “le persone dovrebbero limitare la loro esposizione [agli inquinanti] nei giorni in cui il livello di inquinamento nell’aria è molto elevato, soprattutto coloro che hanno la pressione alta, anche un’esposizione molto breve potrebbe aggravare le loro condizioni”. Il meccanismo alla base dell’associazione resta ancora da accertare. L’ipotesi è che ad entrare in gioco siano infiammazione e stress ossidativo; entrambi questi fattori potrebbero infatti influenzare il funzionamento delle arterie, portando così all’aumento della pressione. “Pensiamo di immergerci ulteriormente negli effetti del particolato e delle loro fonti sul rischio di ipertensione - racconta Liu - nella speranza di fornire ulteriori informazioni a chi si occupa delle politiche per il controllo dell’inquinamento atmosferico”.

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